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Le origini dell'omofobia
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  (#1)
Takken
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Predefinito Le origini dell'omofobia - 22-02-2010, 17:48

Ho letto questo spunto di riflessione nel mio vagare in internet è l'ho trovato molto utile...per instaurare un confronto...

Son 3 semplici domande.. che... fanno riflettere

Secondo voi da dove nasce l'omofobia?

Perchè tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?


Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?

Proviamo a raccogliere qui tutte le nostre riflessioni e cerchiamo di ricavarne qualcosa.

Dite la vostra; qua lo scopo è discutere, argomentare e confrontare le idee. A voiiiiiiiii


   
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AnimaLibera
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Predefinito 23-02-2010, 13:04

-Secondo voi da dove nasce l'omofobia?

Secondo me, l'omofobia nasce dalla paura innata che l'essere umano prova verso qualunque 'situazione' che non segua i canoni della normalità.
Gli omofobi vedono come 'disgustosi' i rapporti omosessuali proprio perchè li reputano 'assolutamente contro natura'.

-Perchè tanta intolleranza e alla fine tanto interesse per l'omosessualità?

Semplice, perchè questa è una tematica di cui discutere che può essere un ottimo spunto per prese in giro e derisioni.
L'intolleranza nasce dal disgusto della domanda n.1, una specie di 'fissa' mentale che gli omofobi hanno.

-Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?

Secondo me, l'etero diffida dai gay per una questione puramente dovuta al fatto che teme che un omosessuale si possa magari innamorare di lui, turbando così la sua 'quiete' mentale.

Ovviamente son cose che penso io ^.^
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PeinXC
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Predefinito 27-02-2010, 14:20

Secondo voi da dove nasce l'omofobia?

Secondo me l'omofobia nasce dalla paura del diverso di qualcosa che non si conosce e ci spaventa... A mio parere le persone più aggressive e violente sono quelle che temono di più di essere omosessuali, e proprio per questo motivo reagiscono in questo modo

Perchè tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?

Penso che l'intolleranza sia generata dall'ignoranza poiché molte persone non capiscono veramente come mai altre persone siano omosessuali, e in Italia la situazione non è certo favorita dalla chiesa che con i suoi insegnamenti fa credere che l'omosessualità sia contro natura solo perché scritto nella bibbia. L'interesse è appunto generato in quelle persone che sono attratte dalle cose che non conoscono, che vogliono capire e ragionare per conto proprio e non seguire la massa.

Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?

Beh per lo stesso motivo di prima, perché secondo me le persone hanno paura di riconoscersi nel loro intimo in quello che vedono, almeno in piccola parte. Penso anche che se davvero uno non sia omosessuale allora non dovrebbe essere infastidito o intimorito dalla cosa poiché appunto è sicuro della sua sessualità.

Spero di esser stato utile ^^
   
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algol
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Predefinito 28-02-2010, 16:03

A mio parere l'omofobia non è altro una delle tante forme di avversione verso ciò che è diverso... il diverso è "anormale" e viene percepito come minaccioso in quanto non è familiare.
Il fastidio etero deriva essenzialmente dal percepire come alieno e distante qualcosa che per altri è perfettamente normale, sia questo l'orientamento sessuale, il colore della pella, etc. e scattano dei meccanismi di difesa che, è brutto dirlo, ma sono connaturati all'uomo stesso.

Ho letto abbastanza recentemente l'intervista di un attore che doveva interpretare la parte di un ragazzo gay e baciare un collega sul set... descriveva quel bacio come "qualcosa di intrinsecamente sbagliato". Probabilmente non aveva nulla di personale contro gli omosessuali ma quella situazione "non faceva per lui"...

L'interesse invece può nascere come interesse morboso... cosa fanno quelli là? Come vivono nel "loro" mondo? Ed ecco che televisione ed un certo tipo di giornalismo ci marciano su.
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Dark X
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Predefinito 01-03-2010, 19:03

La soluzione è semplice, la religione, che accompagna una già predisposizione dell' uomo a non accettare il diverso.
Gli elementi che ho per affermare ciò?
Il fatto che solo pochissime religioni, come quelle nate da Mosè, predicano il peccato dell' omosessualità e proprio in quelle culture dove queste religioni esistono esiste l' omofobia, assente nelle religioni buddiste o le religioni dei nativi americani.
Se si insegna un ideologia che predica l' odio verso il diverso questa ideologia quasi sicuramente verrà accettata, lo abbiamo scritto nel nostro subconscio.
Ovviamente questo subentra quando cresciamo, se una persona chiede ad un bambino perhè due maschi o due femmine si baciano esso dirà se non influenzato esternamente che è perchè si vogliono bene...
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Predefinito 02-03-2010, 18:24

Secondo me la religione è un elemento secondario, che può peggiorare o istituzionalizzare l'avversione verso tutto ciò che è diverso... oppure no.
In particolare il peccato condannato dalla Chiesa in relazione all'omosessualità è il rapporto sessuale "chiuso alla vita" (cit.) al pari dei rapporti con preservativo e dei rapporti tra coniugi sterili (per i più ortodossi... in realtà su questo punto c'è un dibattito aperto all'interno della Chiesa stessa).
E mi risulta che alcune correnti buddiste condannino l'omosessualità in quanto non permette la congiunzione tra energia "maschile" ed energia "femminile" (ammetto che le mie fonti possano non essere autorevoli)...

Alla fine la religione è solo una tessera di un mosaico più ampio rappresentato dall'intera nostra cultura, che ha vanta valori quali la tolleranza, il rispetto delle libertà, e l'uguaglianza... e questi valori possono benissimo contribuire a superare un rigetto del diverso, anche quando è supportato da una ideologia.
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Predefinito 04-03-2010, 18:49

Secondo voi da dove nasce l'omofobia?
L'ho sempre pensato, e studiando penso di aver trovato la soluzione. Se vi ricordate, ai tempi dello splendore classico, dei greci e dei romani, l'omosessualità non esisteva. Cioè, non veniva distinta. Non c'era una distinzione tra le sessualità!!! Un uomo aveva una moglie e magari avere un amante uomo e la moglie poteva avere un'amante donna.
Non c'era nulla di strano! Poi però qualcosa cambiò... Venne il mitico anno 0, nacque un uomo destinato a salvare il mondo che ci ha portato un messaggio di pace che ancora oggi dopo 2000 anni sentiamo. Dopo la sua morte, però, cominciarono a girare tanti affari su questa dottrina. Fu fondata, così, la religione cristiana. Alle origini era pura e seguiva il messaggio di Cristo. Poi però qualcosa cambiò... Divenne la religione dell'impero romano (per motivi politici) e così cambiò tutto. Col passare del tempo, si istruivano persone sempre più attente e speculative delle Sacre Scritture.
Cosa c'entra con l'omofobia? Nella Bibbia c'è scritto che l'uomo si unisce con la donna per ripopolare il mondo (come ad esempio nell'episodio dell'arca di Noè). Allora, l'istituzione Chiesa ha cominciato a perseguitare coloro che nutrivano gusti sessuali anche o solo per persone dello stesso sesso. E' arrivata al punto di bruciarli vivi, di scomunicarli e, qualche mese fa, di negar loro l'accesso al paradiso.
Ora, essendo molto sentita la parola della Chiesa (nei secoli passati e fino alla generazione precedente alla nostra), è nata l'omofobia. Sento anziane che dicono "Tizio se n'è andato con Caio... Che Dio ce ne liberi!"
Questo è dato da ignoranza. L'ignoranza su cui sperpera la Chiesa, la politica,...
L'omosessualità non è una malattia, perché non è un problema. Se solo potessimo tornare al mondo dei greci, in cui questi problemi, i "dubbi" adolescenziali che fanno stare male, non esistevano, perché non avevano questa spartizione del piacere, e non avevano questo retaggio religioso, o meglio questo retaggio creato dall'istituzione Chiesa.

Perchè tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?

Perché è stato tanto forte il messaggio della Chiesa che Essa stessa è arrivata ad usare la violenza contro gli omosessuali.
Ragazzi, la Chiesa, specialmente prima, ha un forte potere, anche nelle persone.

Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?
Perché pensa in un contagio o in uno stupro.
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Predefinito 04-03-2010, 22:31

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Secondo voi da dove nasce l'omofobia?
L'ho sempre pensato, e studiando penso di aver trovato la soluzione. Se vi ricordate, ai tempi dello splendore classico, dei greci e dei romani, l'omosessualità non esisteva. Cioè, non veniva distinta. Non c'era una distinzione tra le sessualità!!! Un uomo aveva una moglie e magari avere un amante uomo e la moglie poteva avere un'amante donna.
Non c'era nulla di strano! Poi però qualcosa cambiò... Venne il mitico anno 0, nacque un uomo destinato a salvare il mondo che ci ha portato un messaggio di pace che ancora oggi dopo 2000 anni sentiamo. Dopo la sua morte, però, cominciarono a girare tanti affari su questa dottrina. Fu fondata, così, la religione cristiana. Alle origini era pura e seguiva il messaggio di Cristo. Poi però qualcosa cambiò... Divenne la religione dell'impero romano (per motivi politici) e così cambiò tutto. Col passare del tempo, si istruivano persone sempre più attente e speculative delle Sacre Scritture.
Cosa c'entra con l'omofobia? Nella Bibbia c'è scritto che l'uomo si unisce con la donna per ripopolare il mondo (come ad esempio nell'episodio dell'arca di Noè). Allora, l'istituzione Chiesa ha cominciato a perseguitare coloro che nutrivano gusti sessuali anche o solo per persone dello stesso sesso. E' arrivata al punto di bruciarli vivi, di scomunicarli e, qualche mese fa, di negar loro l'accesso al paradiso.
Ora, essendo molto sentita la parola della Chiesa (nei secoli passati e fino alla generazione precedente alla nostra), è nata l'omofobia. Sento anziane che dicono "Tizio se n'è andato con Caio... Che Dio ce ne liberi!"
Questo è dato da ignoranza. L'ignoranza su cui sperpera la Chiesa, la politica,...
L'omosessualità non è una malattia, perché non è un problema. Se solo potessimo tornare al mondo dei greci, in cui questi problemi, i "dubbi" adolescenziali che fanno stare male, non esistevano, perché non avevano questa spartizione del piacere, e non avevano questo retaggio religioso, o meglio questo retaggio creato dall'istituzione Chiesa.



Che dire.. quoto
Io non conosco la storia dell'omosessualità, so che nell'antica Grecia veniva considerata una pratica normale, una specie di filosofia fisica per provocare il piacere (eudaimona). Non so se era inteso anche l'amore in questa filosofia. Ma immagino che i sentimenti c'erano comunque.
Con la nascita di Gesù, qualcosa è cambiato, si veniva predicata la pace, la convivenza fra fratelli, l'ama il prossimo tuo come te stesso ecc. In particolare non si sa nulla dell'omosessualità in questo periodo, in quanto i vangeli sono stati scritti tanti anni dopo la morte di Gesù (non ricordo quanti anni.. penso 30). In questi anni beh sono cambiate tante cose e forse nella Bibbia hanno aggiunto poi che l'omosessualità è abominio e la Chiesa conservatrice sta perseguendo in tale intento. Di certo non mette più al rogo gli omosessuali come una volta, ma nemmeno ha condannato queste cose.

Perchè tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?

Intolleranza, penso per il fatto della tradizione inculcata dalla nascita, del concetto di "morale" ed "etica", oltre al "non conoscere ciò che è diversamente normale". I peccati sono tanti: andare con una donna d'altri è adulterio, ma se ci fai un figlio beh.. a quel punto c'è la scusa che Dio ha voluto che nascesse un figlio Certamente parlo in maniera ironica. Un rapporto omosessuale non ha nessuna giustificazione, non serve a niente, non serve a fare un figlio, ma è solo una perversione, un procurarsi il piacere in maniera alternativa senza alcun fine se non il piacere stesso. La chiesa ultimamente non condanna l'amore omosessuale, ma l'atto omosessuale in sé. Tanto (forse) è scontato che gli omosessuali non provino amore, ma solo perversione e sempre (è solo un mio parere eh) per la Chiesa, due omosessuali che dichiarano il loro amore, è una scusa per non cadere nella viltà del peccato, un modo per riqualificare il proprio senso della vita e non concepirla come tutta peccaminosa (la perversione sessuale c'è ma non è solo perversione).
Interesse non saprei. Forse c'è la voglia di informare che qualcosa sta cambiando rispetto al passato. Forse c'è la voglia di renderci conto che infine essere omosessuali non c'è nulla di male, ma l'amore è sempre equiparato a quello degli etero (altri stati quali Spagna, Olanda, Svezia, Islanda). Forse per confrontare un Paese da un altro (vedi l'Islanda che ha una donna lesbica come premier, unita civilmente con la compagna da alcuni anni al confronto dell'Italia). Forse si rendono conto che una persona importante, gay, fa comunque bene il suo lavoro, non offende nessuno, non impone qualcosa a qualcun'altro. Di certo dipende anche dalla mentalità dell'ambiente in cui un bambino cresce: come ha detto Dark X
"una persona chiede ad un bambino perhè due maschi o due femmine si baciano esso dirà se non influenzato esternamente che è perchè si vogliono bene...".

Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?
Per una paura di essere bollato come gay, se ne apprezzasse una persona omosessuale anche solo per la "gentilezza" o la sola amicizia. E quindi essere deriso, allontanato dall'idea di maggioranza e finire in un gruppo in minoranza. Per l'idea intransigibile di "morale".
Non so spiegarmi bene ma sono d'accordo con la maggior parte di voi.
   
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Predefinito 07-03-2010, 22:21

D'accordissimo, però attenzione a non mettere sullo stesso piano la nascita di Gesù e gli errori e gli orrori commessi dalla Chiesa-istituzione, formata da uomini.

Citazione:
Originariamente Scritto da Doraemon86 Visualizza Messaggio
Che dire.. quoto
Io non conosco la storia dell'omosessualità, so che nell'antica Grecia veniva considerata una pratica normale, una specie di filosofia fisica per provocare il piacere (eudaimona). Non so se era inteso anche l'amore in questa filosofia. Ma immagino che i sentimenti c'erano comunque.
Con la nascita di Gesù, qualcosa è cambiato, si veniva predicata la pace, la convivenza fra fratelli, l'ama il prossimo tuo come te stesso ecc. In particolare non si sa nulla dell'omosessualità in questo periodo, in quanto i vangeli sono stati scritti tanti anni dopo la morte di Gesù (non ricordo quanti anni.. penso 30). In questi anni beh sono cambiate tante cose e forse nella Bibbia hanno aggiunto poi che l'omosessualità è abominio e la Chiesa conservatrice sta perseguendo in tale intento. Di certo non mette più al rogo gli omosessuali come una volta, ma nemmeno ha condannato queste cose.

Perchè tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?

Intolleranza, penso per il fatto della tradizione inculcata dalla nascita, del concetto di "morale" ed "etica", oltre al "non conoscere ciò che è diversamente normale". I peccati sono tanti: andare con una donna d'altri è adulterio, ma se ci fai un figlio beh.. a quel punto c'è la scusa che Dio ha voluto che nascesse un figlio Certamente parlo in maniera ironica. Un rapporto omosessuale non ha nessuna giustificazione, non serve a niente, non serve a fare un figlio, ma è solo una perversione, un procurarsi il piacere in maniera alternativa senza alcun fine se non il piacere stesso. La chiesa ultimamente non condanna l'amore omosessuale, ma l'atto omosessuale in sé. Tanto (forse) è scontato che gli omosessuali non provino amore, ma solo perversione e sempre (è solo un mio parere eh) per la Chiesa, due omosessuali che dichiarano il loro amore, è una scusa per non cadere nella viltà del peccato, un modo per riqualificare il proprio senso della vita e non concepirla come tutta peccaminosa (la perversione sessuale c'è ma non è solo perversione).
Interesse non saprei. Forse c'è la voglia di informare che qualcosa sta cambiando rispetto al passato. Forse c'è la voglia di renderci conto che infine essere omosessuali non c'è nulla di male, ma l'amore è sempre equiparato a quello degli etero (altri stati quali Spagna, Olanda, Svezia, Islanda). Forse per confrontare un Paese da un altro (vedi l'Islanda che ha una donna lesbica come premier, unita civilmente con la compagna da alcuni anni al confronto dell'Italia). Forse si rendono conto che una persona importante, gay, fa comunque bene il suo lavoro, non offende nessuno, non impone qualcosa a qualcun'altro. Di certo dipende anche dalla mentalità dell'ambiente in cui un bambino cresce: come ha detto Dark X
"una persona chiede ad un bambino perhè due maschi o due femmine si baciano esso dirà se non influenzato esternamente che è perchè si vogliono bene...".

Perchè un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?
Per una paura di essere bollato come gay, se ne apprezzasse una persona omosessuale anche solo per la "gentilezza" o la sola amicizia. E quindi essere deriso, allontanato dall'idea di maggioranza e finire in un gruppo in minoranza. Per l'idea intransigibile di "morale".
Non so spiegarmi bene ma sono d'accordo con la maggior parte di voi.
D'ACCORDISSIMO!
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€-gue$$
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Predefinito 08-03-2010, 13:30

Prima di tutto andrebbe chiarito una volta e per tutto il significato della parola omofobia. Non credo esista e abbia un senso univoco. Etimologicamente potrebbe significare una generica avversione e paura verso le persone gay. Ma in realtà si applica a tanti altri campi: quando qualcuno offende un gay è un omofobo, quando qualcuno picchia un gay è un omofobo, quando qualcuno esprime opinioni contrarie ai matrimoni gay è un omofobo.
Tutto questo crea confusione in noi e negli altri, omofobi e non.

Detto ciò, temo che parlare di questo argomento porti sempre a radicalizzare una propria posizione già abbracciata. Mi spiego: se uno è anticlericale e pure gay, farà salti mortali per accusare la Chiesa di essere la principale causa del proprio malcontento; se uno è particolarmente liberale vedrà nell'omofobia una forma di xenofobia sessuale, e così via fino a perdere di vista il problema concreto.

Il dato oggettivo è: perchè l'omosessualità, pur essendo connaturata negli uomini, è sempre stata vista come un comportamento negativo/strano/immorale da combattere?
Troppo spesso ci facciamo trasportare dall'entusiasmo e pensiamo che nel mondo antico fosse "normale" essere gay. In realtà le cose non stavano esattamente così come a molti piace credere: la sessualità era intesa in maniera differente, è vero, ma l'amore di due uomini e di due donne non era visto affatto in modo propositivo dalla gente comune. Siamo abituati a leggere di grandi scrittori latini appartenenti alle classi più agiate, ma il popolino non doveva essere molto dissimile da quello odierno.
Basta poi leggere una pagina qualunque di un autore come Giovenale per comprendere quanto l'omosessualità, in realtà, non fosse intesa come pratica lecita neppure nell'antichità pagana.
E' vero che ci sono state epoche più buie ed epoche meno buie, ma in generale sempre e ovunque l'omosessualità è stata ritenuta una perversione: nel mondo cristiano di tutte le epoche (dal Medioevo fino all'altro ieri), nel mondo islamico, sotto i regimi comunisti, in quello nazista o perfino nel buddismo!
Qualunque indirizzo ideologico, culturale e religioso l'uomo abbia intrapreso, l'omosessualità è sempre stato considerato un elemento disgregativo e distruttivo.
Ridurre questo atteggiamento a questa o quella ideologia, società, religione è riduttivo e non rende giustizia alla profondità del problema.

Da dove nasce l'omofobia?
L'atteggiamento di rifiuto verso l'omosessualità (e non verso i gay, in quanto quella è solo una consequenza di un rifiuto aprioristico verso l'attività omosessuale) nasce da una serie di meccanismi difensivi che l'uomo - soprattutto il maschio - mette in atto per continuare la specie. L'omosessualità è vista come improduttiva, dunque inutile. A ciò si aggiunge il convincimento che l'uomo è uomo solo quando riesce a procreare, a metter su famiglia, a sfamare la prole e la femmina. Questo sistema di vita atavico è sopravvissuto nel corso dei millenni, così come la concezione riproduttiva dell'amore. La riprova di questo? Le religioni. Esse professano esattamente ciò che l'uomo vuole che professino, e sono lo specchio delle nostre inclinazioni.
Gli uomini odiano e disdegnano l'omosessualità perchè non persegue lo scopo basilare dell'esistenza: la riproduzione.
Chiaramente tutto questo non è conscio nè tantomeno razionale. Ha molto a che fare con la nostra parte animale.
L'ostilità verso l'omosessualità, poi, si traduce in aperta ostilità verso chi si riconosce gay. Ma è solo un gradino successivo.
La diversità non c'entra niente: noi gay non siamo visti come diversi, nè tantomeno come "gay", almeno fin quando non facciamo prendere atto della cosa all'altro. Ciò che fa scaturire il rifiuto è la condizione stessa dell'essere gay, l'aver riconosciuto la propria natura, non la diversità derivante da essa. Noi non siamo ritenuti dalle persone omofobe dei "gay" (quindi dei diversi eventualmente inferiori o comunque un gruppo a parte) ma dei pervertiti che fanno cose omosessuali.
Tanto è vero che il rapporto omo, nonostante sia considerato peccaminoso e sporco, è un qualcosa da cui si può uscire o guarire: basta baciare una ragazza e si torna indietro. Spesso addirittura l'omosessualità viene considerata come un periodo di confusione, una crisi adolescenziale, una ribellione. E' facile capire, quindi, come l'omosessualità venga sistematicamente negata e stigmatizzata in un semplice comportamento, che per sua definizione può essere evitato. Questa è l'essenza dell'omofobia.
Perchè tanta intolleranza per l'omosessualità e al contempo interesse?
Per i motivi di cui sopra. L'omosessualità attrae tutti, perchè tutti hanno avuto pulsioni omosessuali nel corso della vita. Non esiste l'individuo perfettamente etero, come non esiste quello perfettamente gay. Di consequenza l'omosessualità attrae tutti, in qualche modo, e l'interesse intorno a questa problematica è sempre costante.

Perchè un etero si sente infastidito da un gay?
Questo accade di più con i maschi, che non con le femmine. La ragione è semplice: gli uomini hanno paura della dimensione omosessuale del rapporto. Hanno un rifiuto verso tutto ciò che può mettere in pericolo la loro virilità, il loro essere maschi e dominanti. Questo proprio in virtù della funzione che avrebbero in natura.

Sono meccanismi talmente complessi e radicati che dubito potranno mai essere estirpati completamente. Il nostro obiettivo, secondo me, dovrebbe essere quello di "normalizzare", di ridurre l'omosessualità a quello che poi in fondo è: l'altro modo - presente in piccole dosi in tutti quanti - di vivere la sessualità e l'amore.
   
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Secondo voi da dove nasce l'omofobia?
Come succede con una serie di altre questioni, sulla base delle regole e convenzioni (valori, se preferite) su cui ha scelto di fondarsi, ogni società sceglie uno o più orientamenti sessuali "giusti" e ritiene gli altri "sbagliati". Diversi modelli sociali ritengono sbagliata l'omosessualità, e sono abbastanza d'accordo con €-gue$$ sul fatto che uno dei motivi alla base sia la diffidenza verso un orientamento che impedisce la procreazione, e quindi il mantenimento di una certa società, che ovviamente ha bisogno del continuo ricambio generazionale. Per esempio, anche in età romana, prima del cristianesimo, veniva accettata soprattutto la bisessualità, più che l'omosessualità. Non c'era nulla di male nell'amare un uomo, a patto però di non trascurare di fare il giusto numero di figli per la patria (è significativo, secondo me, che nella mitologia classica molti dèi ed eroi, quindi modelli per gli uomini, siano bisessuali, ma nessuno unicamente omosessuale, almeno che io sappia). Poi, ovviamente, è subentrato il pensiero cristiano, che ha portato ulteriori motivi di avversione all'omosessualità, vista come una condizione peccaminosa, disordinata, deviata dell'individuo.

Perché tanta intolleranza, tanto e, alla fine, tanto interesse per l'omosessualità?
Perché nella società di oggi le cose stanno cambiando. Il pensiero cristiano non è più l'unico possibile, sono subentrati nella nostra cultura altri valori. Oggi quasi tutti sono d'accordo sull'idea che i gay debbano essere quanto meno lasciati vivere in pace come tutti, e una parte sempre più consistente è favorevole all'accettazione giuridica degli omosessuali all'interno della società. Gli stessi gay rivendicano una propria posizione sociale come fino a pochi decenni fa non era mai successo. Questo attira su di loro l'attenzione delle persone.

Perché un etero si sente infastidito, turbato o minacciato dai gay?
Perché durante ogni fase di cambiamento è naturale che la situazione sociale esistente faccia resistenza e cerchi di conservarsi così com'è. Questo tipo di cambiamenti avviene molto lentamente, e siamo solo all'inizio. La gente non si sente minacciata dai gay come persone, ma dal fatto che il loro essere gay possa essere legittimato a livello sociale (per esempio tramite i matrimoni gay), perché questo porterebbe a una modifica importante nelle regole e abitudini con cui sono cresciuti e da cui sono, inevitabilmente, condizionati. E questo è un qualcosa a cui ogni essere umano, istintivamente, fa resistenza.

Quanto ho scritto, scusate! ^^
   
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FreddieTB93
Fuck you, fuck you... fuck you fuck you very much... XD
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Sono d'accordo con tutti voi, non avrei saputo scrivere meglio ;)... in ogni caso, secondo me, l'omofobia è qualcosa che è entrato nel DNA della popolazione di alcune zone: quello che voglio dire è che, anche se non c'è nessuna apparente motivazione (che neanche gli interessati saprebbero spiegare), c'è comunque un fondo di tradizione - sbagliata, ovviamente - che predispone queste persone ad avere i pregiudizi...
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algol
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Detto ciò, temo che parlare di questo argomento porti sempre a radicalizzare una propria posizione già abbracciata. Mi spiego: se uno è anticlericale e pure gay, farà salti mortali per accusare la Chiesa di essere la principale causa del proprio malcontento; se uno è particolarmente liberale vedrà nell'omofobia una forma di xenofobia sessuale, e così via fino a perdere di vista il problema concreto.

Il dato oggettivo è: perchè l'omosessualità, pur essendo connaturata negli uomini, è sempre stata vista come un comportamento negativo/strano/immorale da combattere?
Troppo spesso ci facciamo trasportare dall'entusiasmo e pensiamo che nel mondo antico fosse "normale" essere gay. In realtà le cose non stavano esattamente così come a molti piace credere: la sessualità era intesa in maniera differente, è vero, ma l'amore di due uomini e di due donne non era visto affatto in modo propositivo dalla gente comune. Siamo abituati a leggere di grandi scrittori latini appartenenti alle classi più agiate, ma il popolino non doveva essere molto dissimile da quello odierno.
Basta poi leggere una pagina qualunque di un autore come Giovenale per comprendere quanto l'omosessualità, in realtà, non fosse intesa come pratica lecita neppure nell'antichità pagana.
E' vero che ci sono state epoche più buie ed epoche meno buie, ma in generale sempre e ovunque l'omosessualità è stata ritenuta una perversione: nel mondo cristiano di tutte le epoche (dal Medioevo fino all'altro ieri), nel mondo islamico, sotto i regimi comunisti, in quello nazista o perfino nel buddismo!
Qualunque indirizzo ideologico, culturale e religioso l'uomo abbia intrapreso, l'omosessualità è sempre stato considerato un elemento disgregativo e distruttivo.
Ridurre questo atteggiamento a questa o quella ideologia, società, religione è riduttivo e non rende giustizia alla profondità del problema.

Da dove nasce l'omofobia?
L'atteggiamento di rifiuto verso l'omosessualità (e non verso i gay, in quanto quella è solo una consequenza di un rifiuto aprioristico verso l'attività omosessuale) nasce da una serie di meccanismi difensivi che l'uomo - soprattutto il maschio - mette in atto per continuare la specie. L'omosessualità è vista come improduttiva, dunque inutile. A ciò si aggiunge il convincimento che l'uomo è uomo solo quando riesce a procreare, a metter su famiglia, a sfamare la prole e la femmina. Questo sistema di vita atavico è sopravvissuto nel corso dei millenni, così come la concezione riproduttiva dell'amore. La riprova di questo? Le religioni. Esse professano esattamente ciò che l'uomo vuole che professino, e sono lo specchio delle nostre inclinazioni.
Gli uomini odiano e disdegnano l'omosessualità perchè non persegue lo scopo basilare dell'esistenza: la riproduzione.
Chiaramente tutto questo non è conscio nè tantomeno razionale. Ha molto a che fare con la nostra parte animale.
L'ostilità verso l'omosessualità, poi, si traduce in aperta ostilità verso chi si riconosce gay. Ma è solo un gradino successivo.
La diversità non c'entra niente: noi gay non siamo visti come diversi, nè tantomeno come "gay", almeno fin quando non facciamo prendere atto della cosa all'altro. Ciò che fa scaturire il rifiuto è la condizione stessa dell'essere gay, l'aver riconosciuto la propria natura, non la diversità derivante da essa. Noi non siamo ritenuti dalle persone omofobe dei "gay" (quindi dei diversi eventualmente inferiori o comunque un gruppo a parte) ma dei pervertiti che fanno cose omosessuali.
Tanto è vero che il rapporto omo, nonostante sia considerato peccaminoso e sporco, è un qualcosa da cui si può uscire o guarire: basta baciare una ragazza e si torna indietro. Spesso addirittura l'omosessualità viene considerata come un periodo di confusione, una crisi adolescenziale, una ribellione. E' facile capire, quindi, come l'omosessualità venga sistematicamente negata e stigmatizzata in un semplice comportamento, che per sua definizione può essere evitato. Questa è l'essenza dell'omofobia.
Concordo pienamente con quanto hai scritto... probabilmente l'avversione nasce proprio legata alla mancata riproduzione.

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Prima di tutto andrebbe chiarito una volta e per tutto il significato della parola omofobia. Non credo esista e abbia un senso univoco. Etimologicamente potrebbe significare una generica avversione e paura verso le persone gay. Ma in realtà si applica a tanti altri campi: quando qualcuno offende un gay è un omofobo, quando qualcuno picchia un gay è un omofobo, quando qualcuno esprime opinioni contrarie ai matrimoni gay è un omofobo.
Tutto questo crea confusione in noi e negli altri, omofobi e non.
Una proposta era quella di iniziare a delimitare il campo dell'omofobia ricollegandola alla negazione di diritti costituzionalmente garantiti e ai cosiddetti "hate crimes"...
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Originariamente Scritto da €-gue$$ Visualizza Messaggio
Prima di tutto andrebbe chiarito una volta e per tutto il significato della parola omofobia. Non credo esista e abbia un senso univoco. Etimologicamente potrebbe significare una generica avversione e paura verso le persone gay. Ma in realtà si applica a tanti altri campi: quando qualcuno offende un gay è un omofobo, quando qualcuno picchia un gay è un omofobo, quando qualcuno esprime opinioni contrarie ai matrimoni gay è un omofobo.
Tutto questo crea confusione in noi e negli altri, omofobi e non.

Detto ciò, temo che parlare di questo argomento porti sempre a radicalizzare una propria posizione già abbracciata. Mi spiego: se uno è anticlericale e pure gay, farà salti mortali per accusare la Chiesa di essere la principale causa del proprio malcontento; se uno è particolarmente liberale vedrà nell'omofobia una forma di xenofobia sessuale, e così via fino a perdere di vista il problema concreto.

Il dato oggettivo è: perchè l'omosessualità, pur essendo connaturata negli uomini, è sempre stata vista come un comportamento negativo/strano/immorale da combattere?
Troppo spesso ci facciamo trasportare dall'entusiasmo e pensiamo che nel mondo antico fosse "normale" essere gay. In realtà le cose non stavano esattamente così come a molti piace credere: la sessualità era intesa in maniera differente, è vero, ma l'amore di due uomini e di due donne non era visto affatto in modo propositivo dalla gente comune. Siamo abituati a leggere di grandi scrittori latini appartenenti alle classi più agiate, ma il popolino non doveva essere molto dissimile da quello odierno.
Basta poi leggere una pagina qualunque di un autore come Giovenale per comprendere quanto l'omosessualità, in realtà, non fosse intesa come pratica lecita neppure nell'antichità pagana.
E' vero che ci sono state epoche più buie ed epoche meno buie, ma in generale sempre e ovunque l'omosessualità è stata ritenuta una perversione: nel mondo cristiano di tutte le epoche (dal Medioevo fino all'altro ieri), nel mondo islamico, sotto i regimi comunisti, in quello nazista o perfino nel buddismo!
Qualunque indirizzo ideologico, culturale e religioso l'uomo abbia intrapreso, l'omosessualità è sempre stato considerato un elemento disgregativo e distruttivo.
Ridurre questo atteggiamento a questa o quella ideologia, società, religione è riduttivo e non rende giustizia alla profondità del problema.

Da dove nasce l'omofobia?
L'atteggiamento di rifiuto verso l'omosessualità (e non verso i gay, in quanto quella è solo una consequenza di un rifiuto aprioristico verso l'attività omosessuale) nasce da una serie di meccanismi difensivi che l'uomo - soprattutto il maschio - mette in atto per continuare la specie. L'omosessualità è vista come improduttiva, dunque inutile. A ciò si aggiunge il convincimento che l'uomo è uomo solo quando riesce a procreare, a metter su famiglia, a sfamare la prole e la femmina. Questo sistema di vita atavico è sopravvissuto nel corso dei millenni, così come la concezione riproduttiva dell'amore. La riprova di questo? Le religioni. Esse professano esattamente ciò che l'uomo vuole che professino, e sono lo specchio delle nostre inclinazioni.
Gli uomini odiano e disdegnano l'omosessualità perchè non persegue lo scopo basilare dell'esistenza: la riproduzione.
Chiaramente tutto questo non è conscio nè tantomeno razionale. Ha molto a che fare con la nostra parte animale.
L'ostilità verso l'omosessualità, poi, si traduce in aperta ostilità verso chi si riconosce gay. Ma è solo un gradino successivo.
La diversità non c'entra niente: noi gay non siamo visti come diversi, nè tantomeno come "gay", almeno fin quando non facciamo prendere atto della cosa all'altro. Ciò che fa scaturire il rifiuto è la condizione stessa dell'essere gay, l'aver riconosciuto la propria natura, non la diversità derivante da essa. Noi non siamo ritenuti dalle persone omofobe dei "gay" (quindi dei diversi eventualmente inferiori o comunque un gruppo a parte) ma dei pervertiti che fanno cose omosessuali.
Tanto è vero che il rapporto omo, nonostante sia considerato peccaminoso e sporco, è un qualcosa da cui si può uscire o guarire: basta baciare una ragazza e si torna indietro. Spesso addirittura l'omosessualità viene considerata come un periodo di confusione, una crisi adolescenziale, una ribellione. E' facile capire, quindi, come l'omosessualità venga sistematicamente negata e stigmatizzata in un semplice comportamento, che per sua definizione può essere evitato. Questa è l'essenza dell'omofobia.
Perchè tanta intolleranza per l'omosessualità e al contempo interesse?
Per i motivi di cui sopra. L'omosessualità attrae tutti, perchè tutti hanno avuto pulsioni omosessuali nel corso della vita. Non esiste l'individuo perfettamente etero, come non esiste quello perfettamente gay. Di consequenza l'omosessualità attrae tutti, in qualche modo, e l'interesse intorno a questa problematica è sempre costante.

Perchè un etero si sente infastidito da un gay?
Questo accade di più con i maschi, che non con le femmine. La ragione è semplice: gli uomini hanno paura della dimensione omosessuale del rapporto. Hanno un rifiuto verso tutto ciò che può mettere in pericolo la loro virilità, il loro essere maschi e dominanti. Questo proprio in virtù della funzione che avrebbero in natura.

Sono meccanismi talmente complessi e radicati che dubito potranno mai essere estirpati completamente. Il nostro obiettivo, secondo me, dovrebbe essere quello di "normalizzare", di ridurre l'omosessualità a quello che poi in fondo è: l'altro modo - presente in piccole dosi in tutti quanti - di vivere la sessualità e l'amore.
Stando al tuo ragionamento nel mondo naturale si dovrebbero avere atteggiamenti omofobi ed un bambino non risponderebbe nel modo che ho indicato, invece ciò non si verifica...come mai?
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Originariamente Scritto da algol Visualizza Messaggio
Una proposta era quella di iniziare a delimitare il campo dell'omofobia ricollegandola alla negazione di diritti costituzionalmente garantiti e ai cosiddetti "hate crimes"...
Io credo che la vera omofobia sia quell'atteggiamento di disdegno, ribrezzo e avversione verso il sentimento omosessuale. Neppure l'atto, che può comprensibilmente suscitare sdegno, ma proprio il rapporto affettivo inteso da due uomini o da due donne.
In quel caso - e solo in quel caso - si può parlare di vera omofobia.
   
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